mercoledì 16 gennaio 2013

Il labirinto del fauno


Regia Guillermo del Toro
Sceneggiatura Guillermo del Toro
Fotogrfia Guillermo Navarro 
Musiche Javier Navarrete 
Titolo originale El laberinto del fauno
Attori Ivana Baquero, Doug Jones, Ariadna Gil, Maribel Verdú
Anno 2006
Nazione Messico, Spagna, USA
Durata 112'
"Il labirinto del fauno" è un pugno nello stomaco ed è difficile da far rientrare nelle solite etichettature. Ambientato nella guerra civile spagnola, effettivamente, questo è un film storico anche molto realistico (fino al limite dello splatter) con continue e brusche incursioni nel fantastico, dove spesso riesce a generare una paura profonda e terrificante degno del miglior horror; inoltre è un film che descrive l'universo fantastico e onirico infantile ma non è certo un film per bambini.
L’eterno conflitto fra bene e male rivive all’interno di un mulino sperduto fra i boschi dove combattono i franchisti e gli ultimi oppositori alla dittatura, però a portare il peso dell’impari lotta sono le gracili spalle dell’adolescente Ofelia, una sorta di rivisitazione di Alice in un mondo di cupe meraviglie, abitato da CREATURE FANTASTICHE, ambigue e spesso terrificanti…ma in fondo familiari alla protagonista. Per trovare la verità e il proprio destino, come in ogni classica fiaba che si rispetti, Ofelia dovrà superare tre difficilissime prove.
La principessa di questo magico regno muore per rinascere Ofelia, Ofelia muore per risorgere Principessa nell’al di là.

Consiglio una capatina su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Il_labirinto_del_fauno soprattutto alle voci "interpretazioni" e un colpo d'occhio a "riconoscimenti".

Per chi volesse rinfrescare la memoria o avere un'anteprima di ciò che si è perso http://www.videa-cde.it/illabirintodelfauno/.

Dello stesso regista - sempre sull'argomento della guerra civile spagnola, ma con un'interpretazione completamente diversa - consiglio il precedente lavoro "La spina del diavolo". Inoltre, di tutt'altro genere e per chi non ha pregiudizi di genere "Hellboy".

mercoledì 12 dicembre 2012

4th round best movie


Girone di gran qualità e votazioni difficilissime!
Con un voto ciascuno, all'ultimo posto (ma solamente perchè la selezione è stata devvero notevole) Wristcutters, 8 e 1\2 e L'onda.
Ben quattro film al secondo posto con 3 voti ciascuno: L'uomo che non c'era, All american boys, Rumori fuori scena e Il gigante di ferro
Harold e Maude solitario in vetta alla classifica (prima volta un primo assoluto al cineforo) con 4 voti.

martedì 4 dicembre 2012

Rabid Dogs - Cani Arrabiati



Cani arrabbiati è un film thriller italiano del 1974, diretto da Mario Bava.

È considerato uno dei migliori film di Bava, se non il migliore, ed è l'unico thriller girato dal regista, considerato un maestro dell'horror. Lamberto Bava, figlio di Mario e famoso ai più per essere regista di tutti i Fantaghirò, fu l'aiuto regista.

Mario Bava è ammirato da molti registi statunitensi. Martin Scorsese, Tim Burton, Joe Dante, John Landis e Quentin Tarantino hanno più volte dichiarato di essersi ispirati a lui. Quentin Tarantino ha infatti dichiarato che dietro ogni sua inquadratura c'è il genio di Mario Bava.

Il film venne girato da Mario Bava nel 1973, ma non fu mai distribuito: venne infatti bloccato a causa del fallimento della casa di produzione. Solo nel 1995 è tornato alla luce grazie a Lea Krueger, che nel film interpreta Maria e si è interessata a farlo uscire in DVD.

Il film ha molte versioni, ognuna con finali diversi. In Italia la versione definitiva è stata trasmessa nel 2004 da Sky, con il titolo Semaforo rosso.

Per Alberto Pezzotta Cani arrabbiati è «un vero viaggio all'inferno, dove la situazione classica del road movie diventa viaggio all'interno degli orrori dell'anima umana». 


martedì 27 novembre 2012

I soliti ingoti



Regista: Mario Monicelli
Paese di produzione: Italia
Anno: 1958
Durata: 102 minuti
Genere: commedia
Soggetto: Age & Scarpelli
Sceneggiatura: Mario Monicelli, Suso Cecchi D'Amico, Age & Scarpelli
Produttore: Franco Cristaldi
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Montaggio: Adriana Novelli
Musiche: Piero Umiliani
Scenografia: Vito Anzalone

Pesco il biglietto, la sorte mi assegna Gassman. Meraviglia! Ho l'imbarazzo della scelta: decine di pellicole di vario genere/epoca/levatura.
Dopo un lungo processo di scrematura decido per I soliti ignoti.

Carcere e strada, lavori saltuari e piccoli reati. Questa è la vita dei coloratissimi (nonostante la pellicola sia in bianco e nero) protagonisti de I soliti ignoti.
Si racconta della preparazione di "un colpo facile" al Monte di Pietà che, si pensa, cambierà loro la vita.
Straordinario dall'inizio alla fine: Totò principesco, Gassman bietolone, Mastroianni stranito, Pisacane sgangherato, Murgia uomo d'onore.

lunedì 26 novembre 2012

ZEDER

Paese di produzione Italia
Anno 1983
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere horror, fantascienza
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati
Sceneggiatura Pupi Avati, Maurizio Costanzo, Antonio Avati
Produttore Antonio Avati, Gianni Minervini, Enea Ferrario
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Giancarlo Basili, Leonardo Scarpa

Il film è stato distribuito oltre un anno prima che l'autore statunitense Stephen King desse alle stampe il suo romanzo Pet Sematary, la cui trama ha il proprio punto focale in comune col film di Avati.



domenica 25 novembre 2012

Flash Gordon



Regia: Mike Hodges
Produzione: Dino De Laurentis
Paese: USA\UK
Anno: 1980
Genere: fantascienza

Flash Gordon è un personaggio che nasce nel 1934 come striscia a fumetti fantascientifica ideata da Alex Raymond. Subito apprezzato dal pubblico, viene pubblicato in italia sull'Avventuroso dove il regime fascista gli impone il nome di Gordon Flasce.
Questo film del 1980 è l'ultima rilettura in chiave cinematografica delle imprese dell'eroe che già aveva conosciuto gli schermi con serial cinematografici (le serie prima della TV), film e cartoni animati televisivi.
Lo sceneggiatore Lorenzo Semple Jr. conferisce al film un gusto esageratamente fumettoso, quasi umoristico, quello tipico della serie televisiva Batman del '66 a cui aveva precedentemente lavorato.
La trama estremamente lineare, quasi semplicistica, serve quasi esclusivamente a supportare ambientazioni spettacolari e sequenze d'azione da fumetto, il tutto sottolineato dalla potente colonna sonora arrangiata appositamente dai Queen.
La produzione di De Laurentis spinse molto per una particolare cura nel disegno dei costumi e nella costruzione di set dettagliati e barocchi che molto si avvicinano allo stile del fumetto originale ed all'immaginaro fantascientifico degli anni 30.
Samuel J. Jones, nominato ai Razzie Awards come peggior attore protagonista, ha abbandonato il set prima della post-produzione a causa di divergenze col regista ed i dialoghi del suo personaggio sono stati quindi completamente doppiati.
Nel cast troviamo anche Max Von Sydow, Timothy Dalton, Brian Blessed e le italianissime Ornella Muti e Mariangela Melato.
Il film ebbe uno scarso successo di pubblico (ecezion fatta per il Regno Unito), ma col passare degli anni è divenuto un cult per critica e pubblico che ne apprezza l'approcio umoristico e il design particolarmente curato.
E' stato inserito al posto n° 88 nella Journey Through Sci-Fi List del sito Rotten Tomatoes.


L'uomo che non c'era



Imdb.