mercoledì 5 giugno 2013
E' stato il figlio
Un film di Daniele Ciprì. Con Toni Servillo, Giselda Volodi, Aurora Quattrocchi, Benedetto Ranelli, Alfredo Castro.
Durata 90 min. - Italia 2012.
Busu è un vecchio signore a cui piace raccontare storie. Seduto nell'ufficio postale della sua città intrattiene gli avventori, qualcuno appassionato, troppi distratti. Più di tutti ama riferire l'avventura e la sventura della famiglia Ciraulo, colpita al cuore da un lutto. Nicola, il capofamiglia, recupera ferrame dalle navi in disarmo in compagnia del vecchio padre e del figlio. Dentro una casa modesta lo aspettano ogni sera la madre, la moglie e l'adorata Serenella che un proiettile vagante, esploso durante un regolamento di conti, uccide tragicamente. Inconsolabile, Nicola ritrova improvvisamente senso e speranza inseguendo la possibilità di un risarcimento, legittimo riconoscimento dello Stato alle vittime della mafia. Tra debiti e ingorghi burocratici, i Ciraulo provano a immaginare quale desiderio potrebbe appagare la loro 'fame' atavica. Liquidati finalmente decidono intorno al tavolo di investire il capitale ormai ridotto in un'automobile, la più bella che si sia mai vista in città. Ma quella Mercedes, 'presidenziale', luccicante e benedetta con acqua santa e segno della croce, finirà per diventare il simbolo della tracotanza e di una violazione che gli 'dei' non mancheranno di punire.
lunedì 3 giugno 2013
Miseria e nobiltà
Un film di Mario Mattoli. Con Sophia Loren, Totò, Giuseppe Porelli, Carlo Croccolo, Franca Faldini.
Commedia, durata 95' min. - Italia 1954.
Poveri in canna, Felice e Pasquale vengono assunti, con le rispettive famiglie, da un marchesino che vuole sposare la figlia di un cuoco arricchito. Devono fingersi i suoi parenti aristocratici in casa del suocero. Teatro filmato, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia di Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, la Faldini bella. AUTORE LETTERARIO: Eduardo Scarpetta
Tutti giù per terra
Un film di Davide Ferrario. Con Valerio Mastandrea, Carlo Monni, Adriana Rinaldi, Caterina Caselli, Benedetta Mazzini.
Rientrato in famiglia a Torino, il ventiduenne Walter Verra, figlio di un operaio, disoccupato, obiettore di coscienza, iscritto alla facoltà di filosofia per inerzia, vergine un po' per scelta e un po' per pigrizia, concupito dalle donne, vive alla giornata in una Torino multirazziale finché la morte di un'amatissima zia e l'incontro con una giovane gitana lo fanno passare all'età adulta. Forse. Da un romanzo (1994) di Giuseppe Culicchia una commedia acida, romantica e vitale che conta come ritratto di un personaggio (specifico più che tipico) più che come spaccato sociologico: "rivela un ritmo studiatissimo, ma frenetico ... sorprende per questa sua generosità di riprese" (L. Pellizzari). Ha in Mastandrea un decontratto interprete del malessere generazionale e una colorita galleria di figure tra cui spicca una ritrovata C. Caselli come zia alternativa. Prodotto dal valente Gianfranco Piccioli. Dedicato a Lindsay Anderson. Sottovalutato da molta critica trovò il suo pubblico e 2 premi.AUTORE LETTERARIO: Giuseppe Culicchia
venerdì 12 aprile 2013
CRASH
Regia: David Cronenberg
Sceneggiatura: David Cronenberg
Soggetto: omonimo romanzo di J.G. Ballard
Nazione: Canada, Gran Bretagna
Anno: 1996
Genere: Thriller
(da non confondersi con l'omonimo film del 2004)
Crash mette in scena con lucidità e freddezza alcuni dei temi cari a Cronenberg, primo fra tutti la contaminazione tra il corpo umano e la macchina.
Le reazioni della critica sono state da subito contrastanti.
Sebbene fosse stato nominato per La palma d'oro a Cannes nel 1996, ha invece ricevuto il Premio Speciale della Giuria.
Il critico Roger Ebert l'ha così commentato: "Crash è come un film porno fatto da un computer: scarica giga di informazioni sul sesso, scopre le nostre relazioni amorose con le auto, e combina il tutto con un algoritmo sbagliato. Il risultato è una sfida, coraggioso e originale - una dissezione dei meccanismi della pornografia. L'ho ammirato sebbne non possa dire che mi sia piaciuto".
In Italia il film è stato ripetutamente attaccato dalla critica Irene Bignardi sulle pagine della Repubblica, mentre il critico del Corriere Tullio Kezich scrisse che si sarebbe aspettato dagli autori la restituzione del premio alla giuria.
Il film fu ugualmente distribuito nonostante una congiunta denuncia della municipalità di Napoli e Legambiente.
Qui trovate una raccolta di articoli della stampa italiana sul dibattito generato da questo film; alcuni sono piuttosto divertenti.
Rotten Tomatoes
Trailer
domenica 7 aprile 2013
MY DOG TULIP (tema: cane)
diretto da: Paul Fierlinger
scritto da: J. R. Ackerley & Paul Fierlinger
distribuito da: New Yorker Films
anno: 2009
durata: 83 min
genere: animazione
Quanto la vita di un cane e del suo padrone possono influenzarsi, pur essendo due creature così diverse?
Film d'animazione americano basato sulla storia vera narrata nell'omonimo libro "My dog Tulip" scritto nel 1956 da J.R.Ackerley, scrittore ed editore britannico.
Ackerley narra in maniera minuziosa il rapporto con il suo cane, un pastore tedesco di nome Quenie (Tulip nel film), che lo accompagnò per ben 15 anni della sua vita.
Il film è rivolto ad un pubblico adulto, fu adattato, diretto e animato da Paul Fierlinger, mentre sfondi e personaggi furono disegnati dalla moglie Sandra Fierlinger.
Fu premiato all'Annecy international film festival nel 2009.
Il film alterna diverse tecniche di animazione: scene renderizzate, illustrazioni, schizzi bianco nero quasi colti direttamente da un block notes, ma non furono utilizzati disegni reali, tutta l'animazione è stata realizzata in digitale utilizzando TVpaint.
martedì 26 marzo 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
Il labirinto del fauno
Regia Guillermo del Toro
Fotogrfia Guillermo Navarro
Musiche Javier Navarrete
Titolo originale El laberinto del fauno
Attori Ivana Baquero, Doug Jones, Ariadna Gil, Maribel Verdú
Anno 2006
Nazione Messico, Spagna, USA
Durata 112'
"Il labirinto del fauno" è un pugno nello stomaco ed è difficile da far rientrare nelle solite etichettature. Ambientato nella guerra civile spagnola, effettivamente, questo è un film storico anche molto realistico (fino al limite dello splatter) con continue e brusche incursioni nel fantastico, dove spesso riesce a generare una paura profonda e terrificante degno del miglior horror; inoltre è un film che descrive l'universo fantastico e onirico infantile ma non è certo un film per bambini.L’eterno conflitto fra bene e male rivive all’interno di un mulino sperduto fra i boschi dove combattono i franchisti e gli ultimi oppositori alla dittatura, però a portare il peso dell’impari lotta sono le gracili spalle dell’adolescente Ofelia, una sorta di rivisitazione di Alice in un mondo di cupe meraviglie, abitato da CREATURE FANTASTICHE, ambigue e spesso terrificanti…ma in fondo familiari alla protagonista. Per trovare la verità e il proprio destino, come in ogni classica fiaba che si rispetti, Ofelia dovrà superare tre difficilissime prove.
La principessa di questo magico regno muore per rinascere Ofelia, Ofelia muore per risorgere Principessa nell’al di là.
Consiglio una capatina su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Il_labirinto_del_fauno soprattutto alle voci "interpretazioni" e un colpo d'occhio a "riconoscimenti".
Per chi volesse rinfrescare la memoria o avere un'anteprima di ciò che si è perso http://www.videa-cde.it/illabirintodelfauno/.
Dello stesso regista - sempre sull'argomento della guerra civile spagnola, ma con un'interpretazione completamente diversa - consiglio il precedente lavoro "La spina del diavolo". Inoltre, di tutt'altro genere e per chi non ha pregiudizi di genere "Hellboy".
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